Con gli acquisti basati sull’IA in aumento del 4.700% e i siti di viaggi che registrano un’impennata del 3.500% nel traffico generato dall’IA nell’arco dell’ultimo anno, è impossibile ignorare quanto stia evolvendo il panorama della scoperta digitale. I clienti si rivolgono ora agli strumenti di IA per ottenere consigli, risposte e ispirazione — e ciò che compare in quei risultati può fare o disfare la visibilità del brand.
Di colpo, ogni esperto marketing si trova a competere per guadagnare visibilità nelle risposte generate dall’IA, dove le regole del gioco sono in continuo mutamento. La sfida di oggi non è solo essere presenti — è essere visibili e credibili. Per riuscirci, i team devono andare oltre la creazione di contenuti coinvolgenti e concentrarsi anche su come gli agenti leggono e interpretano i contenuti in modo efficace, adattando al contempo le modalità di misurazione del successo in questo nuovo contesto.
Questo articolo illustra tre aree chiave su cui concentrarsi per l’ottimizzazione per la ricerca basata sull’IA. Con il giusto feedback e i sistemi adeguati, il brand può trasformare la scoperta guidata dall’IA da una sfida in un’opportunità, raggiungendo i clienti nei momenti che contano di più.
1. Identificare le lacune nella visibilità nell’IA
Il primo passo per affermare una presenza solida è capire dove si trova il brand oggi — e dove sta perdendo terreno. Inizia con un audit della visibilità nella ricerca basata sull’IA, esaminando non solo le risorse digitali, ma anche come il brand viene citato sul web. I cataloghi prodotti sono sufficientemente dettagliati, con tutti gli identificatori e i rich media di cui i motori di IA hanno bisogno? I contenuti del sito sono ben strutturati e aggiornati, dalle FAQ ai documenti di supporto? Ancora più importante: il brand ottiene citazioni da fonti affidabili di terze parti, come forum specializzati e pubblicazioni autorevoli? Questi riferimenti esterni sono ciò che i modelli di IA cercano per decidere chi compare nelle risposte.
Una volta individuati i punti in cui il brand non compare — o non compare nel modo giusto — è il momento di passare all’azione e apportare le correzioni necessarie.
2. Sfruttare l’IA per trasformare gli elementi di conoscenza in ottimizzazioni
Nell’era agentica, ottimizzare significa lavorare in modo più strategico, non più intenso. Invece di revisionare i contenuti in modo generalizzato, i team devono concentrarsi su aggiornamenti precisi e ad alto impatto: integrare specifiche mancanti, correggere identificatori, aggiornare i riferimenti autorevoli o rivedere i prezzi. L’obiettivo è garantire che ogni modifica aiuti gli agenti IA a trovare, comprendere e presentare il brand con accuratezza.
Adotta un approccio sistematico collegando le attività di monitoraggio alle analisi interne, così da verificare con quale rapidità gli aggiornamenti si riflettono nelle risposte generate dall’IA. Utilizza strumenti come Adobe Brand Visibility, precedentemente Adobe LLM Optimizer, per automatizzare il monitoraggio cross-channel, individuare ulteriori opportunità di ottimizzazione e fare benchmark del brand rispetto alla concorrenza. Documenta le tattiche vincenti e scalale su tutte le linee di prodotto. L’obiettivo è integrare l’ottimizzazione dell’IA nel DNA operativo, non trattarla come un progetto isolato. Per i responsabili marketing, questo significa mettere i team in condizione di agire con rapidità, iterare e puntare con decisione sulle strategie già comprovate, senza perdersi in congetture senza fine.