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No-code vs. pro-code: scegliere il giusto approccio di automazione per i flussi di lavoro creativi

I team ricorrono all’automazione per produrre più contenuti su canali, mercati e pubblici diversi, a una velocità senza precedenti, ma la scelta di automatizzare è solo una parte della decisione. Con la crescita delle opzioni disponibili, i team devono stabilire quale tipo di automazione utilizzare e quando.

Gli approcci no-code e pro-code supportano l’automazione creativa, ma sono adatti a requisiti diversi del flusso di lavoro. L’efficacia dell’automazione dipende da come viene attivato il flusso di lavoro, da chi lo gestisce e da dove deve connettersi con altri sistemi.

In questo articolo, esamineremo le considerazioni principali per scegliere il giusto approccio di automazione creativa. Tratteremo:

Automazione no-code e pro-code nei flussi di lavoro creativi

L’automazione no-code consente agli utenti non tecnici di configurare applicazioni tramite strumenti visivi drag-and-drop e componenti predefiniti, senza dover scrivere codice. I team di operazioni creative e di marketing possono usare queste applicazioni per automatizzare le attività di produzione e apportare modifiche senza dipendere dagli sviluppatori per ogni singolo intervento.

Il pro-code, noto anche come automazione basata su API, si avvale di linguaggi di programmazione tradizionali e strumenti per sviluppatori per generare e automatizzare i flussi di lavoro. A differenza degli strumenti visivi drag-and-drop, l’automazione tramite API offre agli sviluppatori un controllo maggiore su come generare e collegare i flussi di lavoro. Supporta inoltre un’integrazione più approfondita con i sistemi aziendali, come digital asset management (DAM), sistemi di gestione dei contenuti (CMS) e piattaforme dati cliente (CDP), insieme a una logica di business più personalizzata.

Quando si parla di scalare la produttività creativa, nessuno dei due approcci è di per sé migliore dell’altro. L’aspetto fondamentale è quale opzione sia più adatta ai requisiti del flusso di lavoro.

Quando utilizzare l’automazione no-code

L’automazione no-code è più efficace quando i requisiti del flusso di lavoro sono abbastanza standardizzati e i team di marketing e creativi devono generare, adattare ed eseguire processi sulla base di schemi ricorrenti. È utile soprattutto nei casi seguenti:

  • Quando gli utenti avviano le attività di produzione. L’automazione no-code è ideale per le attività che iniziano con una decisione umana. Quando un designer, un esperto marketing o uno specialista di creative operations deve eseguire un processo batch, può avviare un nuovo flusso di lavoro tramite l’automazione no-code.
  • Quando i team devono lavorare senza un supporto tecnico dedicato. L’automazione no-code è la soluzione ideale per i team creativi e di marketing che devono creare, adattare ed eseguire flussi di lavoro senza poter contare su risorse di sviluppo sempre disponibili. In questo modo, chi conosce i requisiti creativi può gestire tali flussi di lavoro in autonomia.
  • Quando i team devono sperimentare. L’automazione no-code consente ai team di testare e perfezionare la logica di nuovi flussi di lavoro prima di procedere con uno sviluppo API completo, permettendo così di sperimentare con rapidità senza dover creare un’integrazione personalizzata fin dall’inizio.

Quando ricorrere all’automazione API

L’automazione API è indicata per i flussi di lavoro che richiedono un’integrazione approfondita, personalizzazione e sviluppo iniziale. Questi flussi di lavoro giustificano in genere un investimento ingegneristico maggiore, poiché affidabilità, scalabilità e facilità di manutenzione nel tempo sono fattori critici.

È particolarmente utile nei seguenti casi:

  • Quando i flussi di lavoro sono avviati dal sistema o basati su eventi. L’automazione API è ideale per i flussi di lavoro che devono essere eseguiti in modo automatico al verificarsi di un evento specifico, senza richiedere l’avvio manuale del processo. Ad esempio, possono avviare un flusso di lavoro il caricamento di un nuovo SKU (Stock Keeping Unit) in un sistema PIM (Product Information Management), l’approvazione di un Brief della campagna in un sistema di gestione del lavoro oppure una modifica in tempo reale all’inventario.
  • Quando i flussi di lavoro richiedono un’integrazione approfondita con gli stack tecnologici aziendali. L’automazione API è progettata per i flussi di lavoro che richiedono lo spostamento di dati tra più sistemi aziendali. Ad esempio, un flusso di lavoro potrebbe dover scambiare dati con un sistema DAM, acquisire input da un CMS o da un sistema PIM, inviare output a un CDP e integrarsi con processi di approvazione o di controllo delle versioni.
  • Quando i flussi di lavoro richiedono logiche di business personalizzate. L’automazione API è ideale per i flussi di lavoro che necessitano di un livello di personalizzazione più elevato, come l’applicazione di regole condizionali, logiche di segmentazione del pubblico, verifiche di conformità regionali o ricerche dinamiche di dati che vanno oltre le capacità dei connettori integrati negli strumenti visivi.

Come scegliere tra l’automazione no-code e quella API

Gli scenari illustrati sopra specificano le condizioni che favoriscono ciascun approccio. Un insieme strutturato di criteri decisionali aiuta i team ad applicare questi principi a flussi di lavoro specifici. Utilizza le domande seguenti per identificare l’approccio più adatto.

Dimensione decisionale
Struttura del flusso di lavoro
Soluzione ideale
1. Chi avvia il flusso di lavoro?

a. Avviato da designer, esperti marketing o altri membri del team.

b. Si avvia in modo automatico in risposta a un trigger di sistema o di dati.

a. Automazione no-code

b. Automazione tramite API

2. Il flusso di lavoro deve scambiare dati con altri sistemi aziendali?

a. Opera in modo indipendente o si connette a un numero limitato di sistemi tramite integrazioni standard

b. Richiede uno scambio di dati personalizzato tra più sistemi aziendali

a. Automazione no-code

b. Automazione tramite API

3. Quale livello di personalizzazione richiede il flusso di lavoro?

a. Si configura con le funzionalità e i connettori disponibili nella piattaforma.

b. Richiede una personalizzazione che va oltre le funzionalità standard di una piattaforma no-code.

a. Automazione no-code

b. Automazione tramite API

4. Chi crea e gestisce il flusso di lavoro?

a. Gestito da team creativi e di marketing, senza supporto tecnico dedicato.

b. Sviluppato e gestito da team di ingegneria o di tecnologia creativa.

a. Automazione no-code

b. Automazione tramite API

5. Qual è il tempo accettabile per la configurazione?

Può essere configurato in pochi giorni o settimane.

Richiede da settimane a mesi per l’implementazione, incluse integrazioni più approfondite e personalizzazione avanzata.

a. Automazione no-code

b. Automazione tramite API

Alcuni flussi di lavoro potrebbero non rientrare perfettamente in nessuna di queste dimensioni decisionali. Ad esempio, un flusso di lavoro potrebbe richiedere sia l’avvio manuale che un’integrazione approfondita, oppure essere gestito da un team marketing che si affida a una logica personalizzata che una piattaforma no-code non è in grado di supportare. Quando le risposte sono miste, il tipo di trigger, il livello di integrazione e i requisiti di personalizzazione aiutano a orientare la scelta giusta.

Come utilizzare entrambi i tipi di automazione nei flussi di lavoro creativi

Grafica che rappresenta come l’automazione no-code e quella basata su API lavorano insieme

Quando le dimensioni decisionali indicano direzioni fondamentalmente diverse, affidarsi a un unico modello di automazione potrebbe non essere la scelta più adatta. In questi casi, l’automazione no-code e quella basata su API possono coesistere, ognuna a supporto dei flussi di lavoro per cui è più indicata.

Un approccio ibrido supporta l’automazione della content supply chain aziendale in modo più efficace per diversi motivi:

  • Le content supply chain mature sono strutturate a livelli. Un team creativo può usare un flusso di lavoro no-code per generare e rivedere varianti localizzate delle risorse, mentre un flusso di lavoro basato su API distribuisce automaticamente le risorse approvate ai sistemi downstream. Livelli diversi dell’ambiente di produzione dei contenuti possono quindi richiedere approcci di automazione differenti.
  • I team creativi e tecnici possono gestire parti diverse del processo di automazione. I team creativi e di marketing operations possono usare strumenti no-code per configurare ed eseguire direttamente i flussi di lavoro di produzione, mentre i team tecnici e di tecnologia creativa sviluppano e gestiscono le integrazioni basate su API che collegano questi flussi di lavoro ai sistemi aziendali.
  • Requisiti di governance diversi richiedono livelli di controllo differenti. L’automazione no-code può offrire ai team creativi e di marketing un accesso self-service all’interno di autorizzazioni e regole di approvazione predefinite, mentre l’automazione basata su API può supportare flussi di lavoro che richiedono autenticazione, verificabilità o controlli di conformità più personalizzati. L’utilizzo di entrambe le modalità consente alle organizzazioni di estendere l’automazione senza applicare lo stesso modello di governance a ogni flusso di lavoro.

Inizia a usare l’automazione no-code e pro-code nei flussi di lavoro creativi

Man mano che l’automazione creativa diventa parte integrante delle operazioni di contenuto aziendale, l’obiettivo non è standardizzare ogni flusso di lavoro attorno a un unico approccio, ma individuare quale risponde meglio alle esigenze di ciascuno. Nel tempo, questo significa costruire un processo di automazione capace di supportare tipologie diverse di flussi di lavoro, man mano che le operazioni di contenuto si evolvono e crescono.

Adobe Firefly Produzione creativa aiuta i team aziendali a trasformare le risorse approvate in contenuti pronti per l’attivazione su larga scala, su canali, mercati e formati diversi, all’interno di un unico ambiente governato che supporta sia l’automazione no-code che quella basata su API.

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