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L’evoluzione del bibliotecario DAM

Per anni, le organizzazioni hanno considerato il bibliotecario DAM come la figura responsabile di mantenere l’archivio in ordine. Gestiva i metadati, curava le strutture delle cartelle, definiva gli standard di tagging, supportava gli utenti e aiutava i team a trovare le risorse.

Tali responsabilità restano fondamentali.

In qualità di Principal Business Consultant per Adobe, collaboro con organizzazioni impegnate nella modernizzazione della propria content supply chain e sto osservando qualcosa di interessante: il bibliotecario DAM non sta scomparendo. Il ruolo si sta espandendo.

I problemi che le organizzazioni cercano di risolvere oggi hanno ben poco a che fare con la gestione dei file. Le domande che si pongono sono di questo tipo:

  • Perché i contenuti impiegano così tanto tempo ad arrivare sul mercato?
  • Perché i team non riescono a trovare le risorse approvate?
  • Perché ricreiamo contenuti che esistono già?
  • Perché la ricerca produce risultati incoerenti?
  • Perché gli strumenti di pianificazione, quelli per i flussi di lavoro e le piattaforme DAM non funzionano in modo integrato?

Non sono domande sul DAM.

Sono domande sulla content supply chain.

E risolverle richiede una figura di leadership di tipo diverso.

La maggior parte delle organizzazioni non ha un problema di DAM

Hanno un problema di governance.

In quasi ogni coinvolgimento che ho seguito — che si tratti di Adobe Experience Manager Assets, Adobe Workfront o di una trasformazione più ampia della content supply chain — le organizzazioni tendono spesso a credere che la tecnologia sia la causa principale delle proprie difficoltà.

La ricerca non funziona.

I metadati sono incoerenti.

Gli utenti non si fidano dell’archivio.

I team archiviano i contenuti in più posizioni.

Si ricreano le risorse invece di riutilizzarle.

Ma quando si risale alle origini di questi problemi, la tecnologia è raramente la causa.

Il problema è quasi sempre la mancanza di governance.

Nessuno è responsabile dei metadati.

Nessuno è responsabile della tassonomia.

Nessuno definisce come i contenuti devono fluire all’interno dell’organizzazione.

Nessuno risponde dell’adozione da parte degli utenti.

Nessuno gestisce le relazioni tra sistemi di pianificazione, sistemi di flusso di lavoro, archivi, esperienze di ricerca e canali di attivazione.

Il DAM finisce per rispecchiare la complessità organizzativa invece di favorire l’efficienza operativa. Per questo la governance è diventata una delle discipline più importanti all’interno della content supply chain.

La governance nasce prima del contenuto

Uno degli equivoci più diffusi è credere che la governance inizi nel momento in cui i contenuti entrano nel DAM.

Non è così.

La governance inizia molto prima che qualcuno carichi una risorsa.

Prende avvio nel momento in cui qualcuno invia una richiesta.

Prosegue attraverso pianificazione, acquisizione, definizione delle priorità, creazione, revisione, approvazione, pubblicazione, riutilizzo, archiviazione e ritiro definitivo.

Per questo spesso invito le organizzazioni a smettere di ragionare in termini di governance del DAM e ad adottare una visione più ampia, quella della governance della content supply chain.

Il DAM è solo uno dei componenti dell’ecosistema.

Non è l’archivio a determinare il successo dei contenuti. È il modello operativo.

Le organizzazioni che ricavano maggior valore dagli investimenti nei contenuti governano l’intero percorso:

  • Come il lavoro entra nell’organizzazione
  • Come si stabiliscono le priorità
  • Come si creano i contenuti
  • Come avvengono le approvazioni
  • Come si gestiscono le risorse
  • Come gli utenti scoprono i contenuti
  • Come si incentiva il riutilizzo
  • Come si misurano le performance

La governance dovrebbe collegare tutte queste attività in un unico processo coerente.

L’evoluzione del bibliotecario DAM

Come evolve la governance DAM.

Come la governance DAM si evolve dalla gestione di aspetti come l’archiviazione delle risorse e la struttura delle cartelle verso la user experience e la preparazione all’IA.

In passato, il bibliotecario DAM era responsabile di mantenere l’ordine all’interno dell’archivio.

Il leader del futuro è responsabile di mantenere l’ordine lungo la content supply chain.

Questo richiede un insieme più ampio di responsabilità.

I leader della governance di oggi devono comprendere:

1. User experience

La governance non riguarda solo la conformità.

Significa fare in modo che il comportamento giusto sia anche il più semplice da adottare.

Se gli utenti non riescono a trovare le risorse, la governance ha fallito.

Se mantenere i metadati diventa difficile, la governance ha fallito.

Se i team evitano il sistema perché i processi sono troppo complicati, la governance ha fallito.

2. Ricerca e scoperta

La ricerca è diventata la porta d’accesso principale all’esperienza dei contenuti.

Alla maggior parte degli utenti non interessa dove si trova una risorsa.

Quello che conta è riuscire a trovarla.

Alcuni dei programmi di governance più efficaci partono dai casi d’uso della ricerca, per poi progettare tassonomia, metadati e architettura delle informazioni a supporto di quei risultati. Questo approccio si allinea alla strategia di governance incentrata sulla ricerca come priorità e sulla user experience, come illustra il lavoro di pianificazione della governance DAM del team Adobe Customer Solutions.

3. Governance multipiattaforma

Le content supply chain raramente si basano su un’unica piattaforma.

Workfront supporta la pianificazione e l’esecuzione.

Adobe Experience Manager Assets gestisce i contenuti approvati.

La ricerca collega gli utenti alle informazioni.

I sistemi di attivazione distribuiscono i contenuti ai vari canali.

Chi si occupa di governance deve comprendere come questi sistemi interagiscono e dove risiede la titolarità nell’ecosistema. Il team Adobe Customer Solutions crea materiali di governance che posizionano esplicitamente Workfront e Adobe Experience Manager Assets come strumenti con finalità distinte ma interconnesse all’interno del ciclo di vita dei contenuti.

4. Adozione e gestione del cambiamento

Uno degli aspetti più sottovalutati della governance è l’adozione.

Un framework di governance, per quanto valido, perde ogni significato se nessuno lo segue.

Chi guida la governance dedica tanto tempo a formare gli stakeholder e a influenzarne i comportamenti quanto a definire gli standard.

L’evoluzione della leadership DAM

Le responsabilità di un responsabile DAM si stanno evolvendo: dalla gestione delle risorse e dall’amministrazione dei metadati, ora includono anche la governance e i risultati aziendali

Perché l’IA rende la governance ancora più importante

L’IA sta cambiando con rapidità il modo in cui le organizzazioni creano e scoprono i contenuti.

Ma l’IA non sta riducendo la necessità di governance.

Anzi, la sta aumentando.

La ricerca basata sull’IA, il tagging automatico, la generazione di contenuti e il knowledge discovery si basano tutti su metadati di qualità elevata, tassonomie affidabili e modelli di titolarità chiaramente definiti.

In molti sensi, l’IA porta alla luce le lacune di governance che le organizzazioni potevano in precedenza ignorare.

Metadati di scarsa qualità compromettono l’esperienza di ricerca.

Una tassonomia incoerente porta a risultati inaffidabili.

Una titolarità poco chiara genera confusione.

Una governance solida crea fiducia.

In definitiva, è proprio la fiducia a consentire alle organizzazioni di espandere sia le attività sui contenuti che le capacità dell’IA.

Il ruolo del futuro: Responsabile della governance della filiera dei contenuti

Responsabile della governance della filiera dei contenuti

I ruoli e le responsabilità di un Responsabile della governance della filiera dei contenuti comprendono la governance dei metadati, le operazioni DAM e la strategia di ricerca

Il titolo può variare a seconda dell’organizzazione.

Alcuni definiscono questo ruolo Responsabile della governance DAM.

Altri preferiscono denominazioni come architetto dell’informazione, responsabile dei metadati, responsabile delle operazioni sui contenuti o stratega della content supply chain.

Il titolo conta meno del risultato.

Il leader del futuro si trova all’intersezione di:

  • Strategia dei contenuti
  • Operazioni sui contenuti
  • Governance DAM
  • Governance dei metadati
  • Strategia di ricerca
  • User experience
  • Gestione delle modifiche
  • Preparazione all’IA
  • Misurazione e analisi

La responsabilità di questa figura non si limita alla mera manutenzione di un archivio.

La sua responsabilità è garantire che i contenuti fluiscano in modo efficiente nell’organizzazione e generino valore in ogni fase del loro ciclo di vita. È questa l’evoluzione in atto nel settore.

Il ruolo del bibliotecario DAM non sta diventando obsoleto: al contrario, si sta affermando come uno dei ruoli di governance più importanti nella content supply chain moderna.

Il futuro del DAM non riguarda la semplice gestione delle risorse digitali, ma il modo in cui l’organizzazione pianifica, crea, trova, riutilizza i contenuti e ne garantisce l’affidabilità in tutta l’azienda.

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