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Come gli agenti IA stanno ridefinendo il ruolo del CMO

Emily Ketchen, CMO di Lenovo, sottolinea come oggi i brand debbano prima farsi scoprire dagli agenti IA — ma ogni CMO ha la responsabilità di ispirare il team a portare quella carica emotiva e quella capacità narrativa che solo le persone sanno dare. Guarda la sua prospettiva completa.

Punti salienti

  1. I brand contano più che mai, soprattutto quando si fa marketing rivolto agli agenti IA.
  2. Man mano che l’IA assume un ruolo sempre più centrale, cresce anche il compito del CMO.
  3. L’IA amplia la collaborazione e diventa uno spazio di ispirazione per la creatività nel marketing.
Trascrizione del video
Il brand è più importante che mai. Oggi i clienti si trovano immersi in LLM e metodologie di ricerca profondamente diverse da quelle del passato. I brand devono saper emergere in un mare di agenti. Stiamo cambiando rotta: oggi facciamo marketing rivolto agli agenti. Credo quindi che chi saprà capire come farsi scoprire al meglio in questo nuovo scenario sarà tra i più competitivi in futuro.

Quando penso al ruolo del Chief Marketing Officer oggi, ci troviamo a dover ispirare i team ad abbracciare tecnologie del tutto nuove e a dare vita a ciò che queste rappresentano per i clienti. Il ruolo è in continua evoluzione. I CMO devono ricordarsi, ogni tanto, che il vero compito è quello di chief growth officer. Quanto alla collaborazione, è alla base di ogni grande lavoro. Ma l’elemento più rilevante nel cambiamento della collaborazione è la velocità. Chi collabora meglio è chi, a mio avviso, avrà le migliori opportunità in futuro.

Allo stesso tempo, l’IA non può sostituire l’umanità. Non può sostituire creatività, emozione, amore — tutti quegli ingredienti straordinari che alimentano il racconto. Può però diventare una tela di ispirazione in questi ambiti. Ed è lì, credo, che i due mondi si incontreranno e si riveleranno estremamente fecondi per i brand che sapranno usarla e cogliere questa opportunità.

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