Content as a Service v2 - retail - Thursday, December 14, 2023 at 13:57
1.4
milioni di risorse gestite
350K
risorse acquisite nell’ultimo anno
22
sistemi ridotti a 5 sistemi connessi
“Con l’IA che accelera la creazione e il consumo di contenuti come mai prima d’ora, la nostra stella polare è un ecosistema connesso che opera dietro le quinte e può crescere ed evolversi in modo continuo insieme al nostro business.”
Stacy Aase
Associate Director di Product Management, Best Buy
In qualità di rivenditore numero 1 di elettronica di consumo in Nord America, con oltre 200 milioni di clienti serviti attraverso negozi fisici, e-commerce, retail media, marketplace e canali business, Best Buy deve creare, archiviare e distribuire migliaia di risorse tra team e touchpoint, mantenendo il pieno controllo su diritti, approvazioni e brand consistency.
Il sistema di digital asset management dell’azienda è così diventato molto più di un semplice repository. Con Adobe Experience Manager Assets come DAM enterprise, integrato con Adobe Workfront e Adobe Firefly Produzione creativa per Enterprise, Best Buy sta costruendo una content supply chain pronta per l’IA, in cui i team possono creare, trovare, gestire, riutilizzare e attivare i contenuti con maggiore rapidità.
“La domanda di contenuti continua a crescere”, ha dichiarato Stacy Aase, Associate Director di Product Management, Marketing Technology di Best Buy. “Con l’IA che accelera la creazione e il consumo di contenuti come mai prima d’ora, la nostra stella polare è un ecosistema connesso che opera dietro le quinte e può crescere ed evolversi in modo continuo insieme al nostro business.”
Costruzione di una content supply chain basata sull’IA
Oggi Best Buy gestisce oltre 1,4 milioni di risorse in Experience Manager Assets e ne ha acquisite quasi 350.000 nel solo ultimo anno. Queste risorse supportano i team di marketing, e-commerce, retail media, marketplace, PR, Best Buy for Business e operazioni internazionali.
Ma la scala da sola non racconta tutta la storia: la vera svolta è l’attivazione. In Best Buy, i metadati sono molto più di uno strumento organizzativo: sono ciò che rende possibile l’attivazione dei contenuti. Grazie agli sforzi di ottimizzazione condotti con Adobe, Best Buy ha razionalizzato il proprio ecosistema di contenuti, passando da 22 sistemi di risorse a soli 5 sistemi connessi. Oggi questi sistemi utilizzano metadati, tassonomia, stati di approvazione e informazioni sui diritti per aiutare i team a comprendere l’origine di una risorsa, chi può utilizzarla, quali canali supporta e se è necessaria un’ulteriore revisione.
Ad esempio, i metadati garantiscono che i contenuti del marketplace non appaiano accidentalmente in una campagna di punto vendita retail, mentre i team possono distribuire con sicurezza le risorse del brand approvate su e-mail, pubblicità, e-commerce e altri canali. Questa base connessa aiuta i team a trovare più rapidamente i contenuti approvati, a riutilizzare le risorse su tutti i canali con sicurezza e a ridurre la necessità di ricreare i contenuti da zero.
L’IA al servizio della content supply chain
Con questa solida base, Best Buy sta integrando l’IA in ogni fase della content supply chain. Adobe Firefly aiuta Best Buy a creare e scalare contenuti in linea con il brand, generando e adattando risorse perché il team possa produrre più varianti per più canali con meno lavoro manuale. Adobe Workfront ottimizza i flussi di lavoro creativi e di produzione, collegando le informazioni di progetto e i metadati lungo tutto il processo. Adobe Experience Manager Assets utilizza tagging, ricerca e governance basati sull’IA per aiutare i team a individuare i contenuti approvati, comprendere i diritti d’uso e riutilizzare le risorse su tutti i canali con sicurezza. Insieme, queste soluzioni creano un flusso di lavoro connesso in cui i contenuti si spostano in modo fluido dalla creazione alla governance fino all’attivazione, riducendo il lavoro manuale e mantenendo il controllo nelle mani delle persone.
“Con Adobe Firefly, il nostro team creativo può prendere una risorsa, usare l’IA per assemblare gli elementi e portarla all”80%,” ha dichiarato Aase. “I designer intervengono poi per rifinire i dettagli e completare il restante 20%.”
È qui che l’IA dimostra tutto il suo valore per Best Buy: non sostituisce il giudizio creativo, ma si fa carico del lavoro produttivo ripetitivo e ad alto volume, permettendo al team di distribuire contenuti in linea con il brand in più canali con maggiore velocità, mentre i designer si concentrano dove conta davvero la loro competenza.
È la governance a rendere questa velocità scalabile. Best Buy ha costituito una task force sull’IA che coinvolge i team legali, creativi, di metadati e di compliance, con l’obiettivo di definire linee guida concrete per l’adozione dell’IA generativa. L’azienda ha inoltre integrato la governance direttamente nel DAM attraverso standard di metadati, regole di tassonomia, flussi di lavoro per l’approvazione e pratiche di gestione dei diritti.
“La tecnologia è la parte più semplice”, ha dichiarato Katie Phillips, Senior Product Manager of Content Management and Creative AI Tools di Best Buy. “La chiave è aiutare le persone a capire cosa sta cambiando, perché sta cambiando e come può migliorare il loro lavoro.”
Il change management è fondamentale perché il futuro che Best Buy sta costruendo dipende tanto da team connessi quanto da sistemi connessi.
Con la crescita costante della domanda di contenuti, Best Buy sta costruendo una content supply chain pronta per l’IA dove i team possono individuare, adattare, gestire e distribuire i contenuti approvati con maggiore rapidità, supportando la crescita creativa senza rinunciare a qualità, fiducia o controllo.